Digital Labor in the Industrious Family: Neighborhood Influencers in Naples

In tutto il mondo, TikTok ha offerto visibilità a piccole attività commerciali locali dalle origini popolari, integrando i vernacoli locali e la vita familiare tradizionale in un'economia dei social media di massa. In questo articolo ci basiamo su 80 interviste con piccoli content creator di Napoli per indagare come il lavoro digitale venga riconfigurato all'interno di questa economia dei social media incentrata su TikTok, radicata nella vita quotidiana della strada, della famiglia e del quartiere.

Sosteniamo che la creazione di contenuti sui social media sia stata integrata in nuclei familiari sempre più operosi, costituendo una delle diverse fonti di reddito che contribuiscono all'arte quotidiana dell'arrangiarsi. Le famiglie sostengono la creazione di contenuti fornendo sia una rete di sicurezza economica sia un'economia morale fondata sulle nozioni di "decoro" e "duro lavoro". Entrambe servono a proteggere dalle costanti "precarietà annidate" che i content creator si trovano ad affrontare.

Attraverso questi meccanismi di reinserimento (re-embedding), gli elementi sfruttatori del lavoro digitale vengono velati da un "populismo di mercato" di stampo smithiano, fondato sull'ideale dello scambio paritario, mentre i suoi aspetti alienanti vengono controbilanciati dal rafforzamento delle identità locali.

Abstract

Around the world, TikTok has provided visibility to small-scale local businesses with popular origins, integrating local vernaculars and traditional family life into a popular social media economy. In this article, we draw on 80 interviews with small-scale content creators in Naples, Italy, to investigate how digital labor is reconfigured within this TikTok-centered social media economy rooted in the everyday life of street, family, and neighborhood. We suggest that social media content creation has been integrated within increasingly industrious family units, providing one of several income streams that contribute to everyday making do. Families support content creation by providing both an economic safety net and a moral economy grounded in notions of “decency” and “hard work.” Both serve to safeguard against the constant “nested precarities” content creators face. Through such mechanisms of re-embedding, the exploitative elements of digital labor are veiled by a Smithian ‘market populism’ based on the ideal of equal exchange, and its alienating aspects are counteracted by reinforced local identities.

Arvidsson, A. E.,  Bellafronte S., Orria B., Petrosino A., Volpe C.  (2025). "Digital Labor in the Industrious Family: Neighborhood Influencers in Naples." International Journal of Communication, 19, 1-18. https://ijoc.org/index.php/ijoc/article/download/24044/5023

Indietro
Indietro

Orizzonti futuri delle relazioni intime, tra progresso e tradizionalismo nella GenZ, in uno studio su TikTok

Avanti
Avanti

Emotional habitus through media: toxic romance and the rise of “malaise” in intimate relationships.