L’economia morale della neo-ruralità in Campania. Mercati alternativi dell’agro-food
Mi è costata fatica questa eh! Questa non è una pubblicazione come le altre. La tesi di dottorato è stata segnante nella mia vita.
Vi offro un appetizer, sapendo che è anche il testo più complesso che abbia mai scritto.
Tornare alla terra: la rivoluzione silenziosa del Sud Italia
Il "ritorno alla terra" è un fenomeno che affonda le radici negli anni Sessanta, quando migliaia di giovani decisero di abbandonare le città per reinventarsi come contadini. Oggi lo raccontano i media come storie di successo, imprenditori rurali che hanno voltato le spalle al fallimento del mercato e allo stress della vita urbana. Ma dietro ogni storia individuale si nasconde un fenomeno sociale molto più ampio.
Dalle comuni hippy al biologico da supermercato
Negli anni '60 e '70, "tornare alla terra" significava soprattutto una cosa: rifiutare il sistema. Le comuni agricole si moltiplicarono a ritmi impressionanti, migliaia di gruppi che sperimentavano stili di vita alternativi, lontani dall'agricoltura industriale e dalla cosiddetta Rivoluzione Verde. Con il tempo, però, quell'impulso ribelle è stato in parte "addomesticato", l'agricoltura alternativa è confluita nell'agroecologia, e infine è stata assorbita dal mercato globale sotto forma di certificazioni bio. Un percorso che oggi alimenta un dibattito critico su cibo, produzione e relazioni di mercato.
La nuova ruralità
Questo insieme di trasformazioni prende il nome di "neo-ruralità": agricoltori che puntano su sostenibilità, biodiversità e cibo di qualità, dando vita a vere e proprie comunità attorno ai valori dell'agroecologia. In Italia il movimento è nato da mondi diversi — sinistra radicale, ambientalismo, controcultura — spesso in modo frammentato e regionale.
Da qui sono emerse le cosiddette "reti alimentari alternative" (AAFN), spinte da tre motori principali:
una crescente consapevolezza su sostenibilità economica, sociale e ambientale;
la perdita di potere d'acquisto del ceto medio dopo la crisi del 2007-2008;
un più generale bisogno di senso, in una società dove il benessere non cresce più insieme al PIL.
Queste reti non sono solo economia, sono anche azione politica, capace di trasformare i consumatori in cittadini attivi.
Il Sud Italia dimenticato
C'è un problema, però, gli studi sullo sviluppo locale guardano quasi sempre alle grandi città e ai distretti industriali del Nord, ignorando le "aree interne", che sono i due terzi del territorio italiano. Solo di recente lo Stato ha iniziato a mappare questi territori marginali, scoprendo un'Italia policentrica fatta di montagne, coste, colline, senza un'unica regola geografica a spiegare l'isolamento.
Le due bussole teoriche: capitale sociale e mercato morale
Per capire cosa succede in questi territori, la ricerca si appoggia su due concetti chiave:
Capitale sociale — le relazioni sono la struttura stessa che rende possibili scelte di vita importanti (matrimonio, lavoro, impresa). Fiducia, norme condivise e reti sociali diventano risorse vere e proprie.
Sociologia dei mercati — l'idea che economia e relazioni umane non vivano in mondi separati, contro il pregiudizio classico che vede il mercato come sfera "fredda" del calcolo e la vita privata come sfera "calda" del sentimento. La domanda di fondo diventa: i valori e le relazioni sociali sono davvero separati dal mercato?
Il cuore della ricerca: la Campania
Tra il 2014 e il 2016, la ricerca sul campo si è concentrata in Campania, tra aree interne e centri urbani, per osservare da vicino i movimenti agroalimentari alternativi e la neo-ruralità in azione. Una regione scelta non a caso: come scriveva il giornalista Alessandro Leogrande citando l'antropologo Ernesto De Martino, il Sud Italia è un luogo dove antico e moderno, sacro e desacralizzato, tradizione e innovazione continuano a convivere e sovrapporsi. Il terreno perfetto per osservare le contraddizioni di questa "rivoluzione silenziosa" della terra.
Orria, B. (2018). Moral economy of neo-rurality between urban and inner areas. Alternative agro-food markets in Campania. https://hdl.handle.net/2434/580481
Nella foto un posto reale e del cuore, la residenza rurale Incartata a Calvanico, quartier generale della ricerca.