Il 21 settembre ho presentato la mia ricerca sulla Gen Z all'Escola de Administração dell'UFRGS, a Porto Alegre. L'invito era della prof.ssa Rosana Córdova, nel corso di dottorato Researching and Writing Differently Movement, che si chiede come fare e scrivere ricerca in modo diverso su lavoro e organizzazioni.
In aula c'erano dottorande e dottorandi in Amministrazione, studenti di altri corsi e docenti dell'università. Ho seguito tre fili: cosa significa davvero parlare di "generazioni", il ruolo di famiglie, scuole e università nell'educazione digitale, e come Instagram, TikTok e WhatsApp entrano nella costruzione dei legami. Poi ho presentato il concetto di sospensione emozionale, dal mio articolo appena uscito su International Review of Sociology.
La parte più ricca è stata la discussione. Le studenti hanno portato osservazioni che mi porto a casa:
in Brasile insicurezza urbana e precarietà economica potrebbero rendere la sospensione emozionale ancora più marcata;
la lista "Amici più stretti" di Instagram funziona come uno spazio di intimità selettiva, costruito dentro la piattaforma;
la sospensione dialoga con pratiche come le relazioni senza etichetta e il ghosting;
c'è una forte dimensione di genere: le ragazze che espongono le proprie emozioni online subiscono più giudizio e molestie, e gestire la visibilità costa loro di più.
Ne esce l'idea di un confronto tra Italia e Brasile su Gen Z, emozioni e relazioni digitali, che spero di sviluppare.
Grazie a Rosana Córdova e all'EA/UFRGS per l'accoglienza.
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