Usos digitais da Geração Z: il mio seminario all'USP
Generazioni, miti digitali e sospensione emozionale all'e-Lab dell'Istituto di Psicologia dell'Università di San Paolo. Con il video integrale.
Seminario all'Escola de Administração dell'Università Federale del Rio Grande do Sul (UFRGS).
In aula c'erano dottorande e dottorandi in Amministrazione, studenti di altri corsi e docenti dell'università. Ho seguito tre fili: cosa significa davvero parlare di "generazioni", il ruolo di famiglie, scuole e università nell'educazione digitale, e come Instagram, TikTok e WhatsApp entrano nella costruzione dei legami.
Disconnessione e fuga minima. Le micro-resistenze della Gen Z
Se pensiamo a un giovane (che per chi scrive e la maggior parte di chi leggerà saranno tutti coloro sotto i 25 anni) lo immaginiamo immediatamente con la sua protesi di device incorporata alla mano, forse anche con due peduncoli alle orecchie. I giovani sono iperconnessi¹, sono nativi digitali ecc., lo sanno anche i muri oramai. Oltre a essere evidente che il digitale sia entrato nelle vite delle nuove generazioni, dovrebbe esserlo anche il fatto che è dispotico nelle vite dei più anziani, e che nessuno se la cava benissimo a gestirlo.