Generazioni, miti digitali e sospensione emozionale all'e-Lab dell'Istituto di Psicologia dell'Università di San Paolo.
Il 6 ottobre ho tenuto un seminario di ricerca all'e-Lab, il Laboratorio di ricerca in Psicologia e Processi digitali dell'Istituto di Psicologia dell'Università di San Paolo (IPUSP). Il titolo: Usos digitais da Geração Z: como as emoções e os relacionamentos estão mudando.
L'intervento completo è online:
https://www.youtube.com/watch?v=pw-KVEulvxQ
1. Che cos'è una "generazione"? Prima di parlare di Gen Z conviene smontare l'etichetta. Con Mannheim, nascere nello stesso decennio non basta a fare una generazione: serve aver vissuto gli stessi eventi negli anni formativi. Le etichette come "Millennial" nascono dall'editoria e dal marketing, non dalla sociologia; nel 2023 lo stesso Pew Research Center ha preso le distanze dalle categorie generazionali. Anche i "nativi digitali" sono un mito: la competenza digitale dipende dal capitale culturale, non dall'età. E i dati PISA vanno letti con cautela, invece di concludere che "i giovani sono meno intelligenti".
2. La mia ricerca. Cinque anni di lavoro in Campania (2020–2025), più di 300 studenti, interviste nelle scuole, interviste tra pari e etnografia digitale degli account "spam" su Instagram e dei contenuti emotivi che circolano su TikTok. Da lì nasce il concetto di sospensione emozionale: tenere aperto uno spazio tra ciò che si sente e ciò che si mostra.
Grazie all'e-Lab e all'Istituto di Psicologia dell'USP per l'invito e a Daniel Abs
Link:
. articolo su International Review of Sociology